Pap-Test
Di cosa si tratta?
Il Pap-test e l’HPV-DNA test sono esami di screening, ovvero effettuati anche in donne sane senza alcun segno di possibile malattia.
Lo scopo del Pap-test è quello d’individuare precocemente tumori della cervice uterina o specifiche alterazioni a livello delle cellule del collo dell’utero che col passare del tempo potrebbero evolvere in carcinomi.
Modalità di esecuzione
Il Pap-test si effettua con le stesse modalità di una visita ginecologica, inizialmente si inserisce lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale e permette di visualizzare il collo dell’utero. L’ostetrica preleva una piccola quantità di secrezioni dal collo dell’utero sia tramite un piccolo spazzolino (Cytobrush) sia tramite la Spatola di Ayre e successivamente le dispone su un vetrino, fissandole con uno spray apposito.
Su questo campione, e nello specifico sulle cellule esfoliate dal tessuto di rivestimento della cervice nella parte che sporge nel canale vaginale, verrà eseguito l’esame citologico.
Il Pap-test viene raccomandato alle donne a partire dai 25 anni di età fino ai 64 anni.
LA POSITIVITÀ AL PAP-TEST NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE CHE SIA PRESENTE UN TUMORE.
HPV-DNA Test
Di cosa si tratta?
L’HPV-DNA Test è un esame molecolare che ha lo scopo di identificare ceppi di Papillomavirus basso/medio/alto rischio oncogeno associati allo sviluppo del carcinoma della cervice uterina. Il test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che vengono analizzate per ricercare il virus. La presenza dell’HPV è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per lo sviluppo dei tumori del collo dell’utero, perciò il test permette di identificare con anticipo le donne a rischio di sviluppare la malattia. Un esito positivo non significa necessariamente né che sia già presente un tumore, né che la donna lo svilupperà.
Modalità di esecuzione
Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap-Test: si applica lo speculum, uno strumento che dilatando il canale vaginale permette la visualizzazione del collo dell’utero. A questo punto si inserisce delicatamente uno spazzolino (Tridente) che serve a raccogliere piccole quantità di cellule sia dal collo dell’utero sia dal canale cervicale da esaminare in laboratorio.
L’HPV test viene raccomandato alle donne a partire dai 30 anni di età fino ai 65 anni.
LA POSITIVITÀ AL TEST HPV NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE CHE SIA PRESENTE UN TUMORE.
Domande comuni su Pap-Test e HPV-DNA Test
Vi sono controindicazioni all’esecuzione dell’esame?
Non vi sono controindicazioni particolari per effettuare l’esame, ma prima di sottoporvisi è necessario avere alcune accortezze, per permettere la raccolta di un campione ottimale, ovvero:
- Non va eseguito durante le mestruazioni (si consiglia almeno 5 giorni prima o dopo) e non devono esserci perdite ematiche in atto.
- Si dovrebbero evitare i rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti.
- Nelle 48 ore precedenti sarebbe meglio non effettuare lavande vaginali e non inserire ovuli, ecc.in vagina.
- La gravidanza non rappresenta una controindicazione all’indagine, anche se è bene informare chi esegue l’esame della propria condizione.
L’esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L’esecuzione non è dolorosa, anche se per alcune donne può risultare più fastidiosa che per altre. Nei giorni successivi all’indagine si possono verificare alcune piccole perdite di sangue.
E se l’esame risultasse positivo?
La positività al test di screening non significa necessariamente che sia presente un tumore.
Se il Pap-test risulta positivo la paziente dovrà sottoporsi a esami di approfondimento.
Solitamente l’iter è il seguente:
- Esecuzione HPV-DNA test, che nel caso in cui dovesse evidenziare la presenza di virus HPV ad alto rischio, la paziente verrà indirizzata a sottoporsi ad un esame di secondo livello.
- Esame di secondo livello: Colposcopia che permette un’osservazione ad alto ingrandimento dell’area d’interesse. L’esame è volto a ricercare eventuali alterazioni a livello delle superfici del collo dell’utero, della vulva e della vagina.
- In alcuni casi, durante la colposcopia, può essere necessario eseguire una Biopsia, che comporta il prelievo di un piccolo campione di tessuto dall’area interessata. Questo campione viene inviato in laboratorio per essere esaminato dall’anatomopatologo, che confermerà o escluderà la presenza di lesioni precancerose o maligne.
Se l’HPV-DNA test risulta positivo, evidenziando la presenza di virus HPV ad alto rischio, la paziente dovrà sottoporsi a esami di approfondimento.
Solitamente l’iter è il seguente:
- Esecuzione Pap-test, per andare a ricercare eventuali anomalie cellulari: se il Pap test è positivo, verrà eseguita una Colposcopia di approfondimento.
Dott.ssa Ostetrica Giorgia De Ambroggi
Dott.ssa Ostetrica Chiara La Mendola






